Scuola e classi: le scelte di un “buon padre di famiglia” ricadono su tutti noi. Al “suggeritore” dico: confrontiamoci.

Ringrazio per la cortese lettera la signora Lavecchia per le opportune precisazioni. È sempre “cosa buona e giusta” quando su un argomento specifico esiste un cordiale contraddittorio. E l’argomento in questione è, se ho ben capito, la disponibilità data dalla Chiesa ad accogliere i bambini delle elementari e la corrispondente inerzia dell’amministrazione comunale nel trovare locali idonei. Da mie informazioni raccolte l’Amministrazione comunale ha inteso sottoporre al Provveditorato una serie di locali, atti ad accogliere le classi. I dinieghi, accompagnati a sempre più pressanti inviti da parte della comunità scolastica a trovare una soluzione, hanno fatto decidere per i locali messi a disposizione dalla Chiesa. Ma come lei può capire, il mio intervento era teso a rilevare che un buon amministratore deve adoperarsi come un buon padre di famiglia. E la scelta effettuata non è stata delle migliori, se messa a confronto con le eventuali opzioni prospettate. E ribadisco l’Amministrazione “giocoforza” si è piegata alle indicazioni dei genitori.

Spendere 30 mila euro per un bene che poi rimarrà alla Chiesa, se permette, fa un po’ storcere il naso. Si poteva fare diversamente e le possibilità c’erano. Non solo Laise (che lei dice non fattibile) ma anche altri locali avrebbero potuto accogliere i bambini. Si sono scelti locali per non so quale motivo. Forse per ingraziarsi la comunità ecclesiale. Che non guasta mai, visti i tempi.

Ma ora le chiedo: lei è certa che esista un piano di sicurezza per i vostri figli? I locali scelti possiedono l’abitabilità? Viene rispettata la normativa che prevede il mq per ogni bambino (da 1,80 a 1,96)? È stato fatto il cambio di destinazione d’uso dei locali? Gli standard qualitativi e quantitativi del plesso sono stati rispettati? Le prescrizioni tecniche da osservare nella riqualificazione dell’edificio, rispondono agli standard relativi alla salubrità, al benessere ambientale, al risparmio energetico e alla sostenibilità? Questioni che né io e né lei siamo in grado di stabilire.

Ma ciò che mi lascia abbastanza perplesso è scoprire che esiste un comitato genitori, silente sino ad ora, ma pronto a raccogliere i suggerimenti di “un suggeritore”, quando questi tendono a colpire “l’imbrattacarte” di turno: non ricordo di una presa di posizione del comitato per la mancata realizzazione della cittadella scolastica o di aver visto battere i pugni sul tavolo per una maggiore sicurezza, quantomeno ambientale per gli alunni. Mi scusi ma non ricordo di un intervento sui ritardi dei lavori. E se mi è sfuggito le chiedo perdono. Non ricordo di una presa di posizione della Chiesa sul malsano uso sociale che gli adolescenti vivono da anni. Nel mentre, invece, si mettono a disposizione i locali per la scuola. La verità è che le scelte, giuste o sbagliate che siano, ricadono su tutti noi. C’è chi ne trae beneficio e chi no. E sulle mamme che, con l’occasione usufruiscono del bellissimo lungomare che abbiamo, sarà mia cura evitare l’ironia gratuita, incontrarle e discutere delle linee da seguire e con l’occasione gustare un buon aperitivo in segno di pace.

Cordialmente

Antonello Troya

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