Orlandino Greco: “l’Alberto da Giussano” che non fa paura al Re Gennaro da Scalea

Pensava di essere il “conquistadores”, Orlandino. Di arrivare sulla costa e di illudere qualche fessacchiotto scalpitante politico in erba. Ma si è fatto male i conti, L’Orlandino da Giussano. Anzi da Castrolibero. Domani, sabato, Eugenio Orrico ufficializzerà (e lo farà) la sua candidatura alle provinciali del prossimo anno con Italia del Meridione. In programma un convegno sul Turismo dove avrebbe dovuto aprire i lavori Licursi e concluderli Orlandino Greco, della semisconosciuta Idm. Appunto. La compagine che fa capo ad Orlandino Greco, ex sindaco di Castrolibero, potente riferimento della falsa riga della Lega, solo che qui da noi si chiama “meridione”. Si insomma un “Alberto da Giussano” in salsa silana che sta racimolando adesioni e regalando promesse di candidature come se fossero caramelle. Solo che stavolta l’Italia del Meridione ha sbattuto il muso su quel volpone del Rais di Scalea, Gennaro Licursi, che, con una mossa a sorpresa, blocca le legittime ambizioni e ritira le deleghe assessorili a Orrico. Ma pensava veramente Eugenio Orrico e i suoi suggeritori che Licursi avrebbe permesso che un suo assessore ponesse legittime ambizioni verso scranni sovracomunali? Stiamo parlando di uno, Gennarino da Scalea, che tra salti della quaglia e passaggi di casacca potrebbe tenere lezioni universitarie. In minoranza, quasi sempre, si è poi trovato “quasi sempre” in maggioranza. Democristiano di lungo corso ha saputo giocare le sue carte a favore della politica casareccia che Misasi, Covello, Pirillo e compagni hanno saputo impartire ai propri fedelissimi. Licursi si che ha ambizioni regionali: lui si che può correre per Palazzo Campanella. E guai a chi si mette sul suo cammino. Una diversa visione politica all’interno della compagine potrebbe lasciare spazio a diverse interpretazioni, soprattutto su chi “porta i voti” e ciò Gennarino da Scalea non vuole. Orlandino Greco da Castrolibero si è fatto male i suoi conti. Pensava veramente che scendendo sul Tirreno da conquistatore avrebbe fatto man bassa di esponenti comunque di rilievo, mettendo a rischio i delicati equilibri locali? Che pensava che Licursi avrebbe permesso che l’Italia del Meridione (e Raffaele Papa da Tortora) mettesse radici nella sua città? Hanno fatto male i conti, Papa e Greco: non basta un convegno, una bella rimpatriata a formare un gruppo. Forse ciò bastava una volta. Dove il capo politico ordinava e i sudditi eseguivano. Il re di Scalea stavolta non l’ha permesso: Orrico andasse pure con Orlandino Greco, ma alle sue condizioni: ovvero nessuno legame con l’esecutivo che ora appare più forte. Gennarino saprà come andare avanti. Orlandino con il suo partitino fa paura, ma ai fessi: una legge elettorale qualunquista permette anche con pochi miseri voti di spiccare il volo verso alti traguardi, basta che appoggi il candidato giusto. E Oliverio rimane ancora il candidato giusto.

Antonello Troya

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