Il Politicamente corretto di Ugo Vetere: tra maglietta rossa e Mimmo Lucano

L’avevo scritto sui social: l’ossessione del “Politically correct” offusca spesso le menti eccelse. Ed è ciò che è accaduto con il sindaco di Santa Maria del cedro, Ugo Vetere. Di professione avvocato: è uno che la giurisprudenza la mastica, come la politica. Uno che se scende in campo fa la guerra. Niente patti. E non fa nemmeno prigionieri. Si muove Ugo Vetere. E lo fa in modo spregiudicato. Come colui che sa cosa accadrà domani. È sotto quella scorza burbera che si nasconde una mente eccelsa. E lo sa bene. La mossa della cittadinanza onoraria a Mimmo Lucano è azzardata, ma sensata. Spiazzando i suoi colleghi sindaci si prenota un posto in lizza con l’ex sindaco sospeso di Riace pronto per il salto nella politica regionale. Ma dimentica, Vetere, che il suo politicamente corretto sbatte a fronte di un’operazione che, se di per sé lodevole, rimane a carico di una persona, Mimmo Lucano, che per la giustizia italiana è un indagato. Uno che dai domiciliari ha pontificato e rilasciato interviste come nemmeno i talk show osano fare. In uno stentato italiano, stretto nella morsa aspromontana, Lucano ha impartito lezioni di civiltà e moralità a tutti gli italiani, calabrotti di bottega inclusi. E metti caso che Lucano farà una lista ecco pronto il nome di Ugo Vetere. Ma è la maglietta rossa che gli va stretta: per una stazza come la sua ci vuole una 52 o 54, altro che 48 (come i “compagni” vorrebbero). La XXL va benissimo: “Melius abundare quam deficere”. Amico del consigliere regionale Giudiceandrea e nemico (ma poi mica tanto) di Ernesto Magorno, ondula tra sinistra e centro. Il Pd e tutti i filistei sono fuori dai giochi e lo sa bene. Quale momento migliore per ritagliarsi un posto al sole? Mica avvia come Lucano, una “operazione accoglienza” nella sua Santa Maria del Cedro: migliaia di immigrati pronti a varcare i confini delle cedriere. Macché: basta dire che la comunità “che mi onoro di rappresentare” è lieta di accogliere come suo concittadino onorario Mimmo Lucano. Punto. E il posto nella lista è assicurato. Scaltro il sindaco di Santa Maria iniziando un confronto serrato con il segretario (ex) regionale del Partito Democratico in una battaglia che sapeva di ridicolo: tra cedro di Diamante che poi di Diamante non è (ma è la specie dell’agrume che viene prodotto a Santa Maria), per poi spostare l’attenzione sulla depurazione. Si, insomma qualche battutina che sapeva tanto di “avviso ai naviganti”, per mostrare le proprie credenziali. E guai a fartelo nemico a Ugo: ti mette sulla lista nera. Se la prende con i giornalisti quando non scrivono ciò che lui detta, e se la prende con i rappresentanti istituzionali quando non partecipano alle sue iniziative. Si dovrebbe chiedere anche il perché. Nel primo come nel secondo caso.

Antonello Troya

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: