In conclave, chi entra papa esce spesso cardinale: ovvero la storia senza veli dei candidati a sindaco di Belvedere.

Naturalmente si tratta di ipotesi. Ipotesi che trasudano spesso di un briciolo di verità o quantomeno di “vox populi, vox dei”. Per cui non mi avventuro in un gioco delle parti dove i protagonisti sono sempre e comunque gli stessi attori da vent’anni. Iniziamo con dati che dicono molto sullo stato politico: Enrico Granata, sindaco uscente, si candida alla Regione. Bene. Invece di sostenere il suo vice attuale, Vincenzo Spinelli, spinge per una scesa in campo, senza condizioni, di Pasquale Filicetti, “deus ex machina” attivo e decisamente presente, dallo scrivente indicato da tempo come possibile coalizzatore della maggioranza uscente. Smacco di non poco conto per Spinelli che deve rivedere le sue strategie anche alla luce dei possibili scenari che si potrebbero configurare con altre candidature e di non poco conto. Parlo ovviamente di Gilberto Raffo, di Vincenzo Cristofaro, di Barbara Ferro, di Ugo Massimilla e di altri aspiranti primi cittadini. Si insomma la lista si presenta abbastanza ricca. E dove il piatto è ricco, qualcuno potrebbe dire, “mi ci ficco”. E Cascini (un altro Vincenzo)? Il titolare della omonima casa di Cura attualmente è impegnato più a sostenere confronti sul piano sanitario con una Regione inadempiente che pensare ad una scesa in campo. Dall’altro lato c’è qualcuno che lo tira per la giacca chiedendo a gran voce un suo coinvolgimento attivo. Si insomma non starebbe male con la fascia di sindaco. Solo che Granata e compagni se ne guardano bene di aprire un dialogo con il chirurgo: se sindaco ci deve essere dovrà avere la faccia di Pasquale Filicetti. E casca male chi pensa all’avvocato Vito Caldiero: personalità che certamente darebbe un tono, ma che poco si confà ad una candidatura a sindaco.

È il periodo dei nomi: tanti, troppi. Le velleità costringono i fortunati a strategie rocambolesche. E se il gruppo in odore di centrodestra non ha ancora le idee molto chiare, il centrosinistra non dorme certamente sonni tranquilli. Al nome di Barbara Ferro, spendibile sul piano sociale, politico e culturale, il naso delle vecchie colonne sinistroidi storcono il naso. La vecchia coalizione “Belvedere Cambiaverso” nata sulle ceneri di un gruppo coeso di centrosinistra, guidato da Riccardo Ugolino (pronto per un posto a Palazzo Campanella), si ritrova diviso in tre monconi. Ognuno vuole prendere la sua strada: chi con Spinelli, chi con Cascini e chi invece riunire le forze rimaste della minoranza consiliare. In questo contesto il ruolo del segretario del Pd, Ugo Massimilla che si ritrova tra situazioni che non fanno dormire sonni tranquilli. In questo rincorrersi di voci Gilberto Raffo, dopo aver raccolto un ampio consenso con il suo forum degli imprenditori calabresi, viaggia (al momento) senza problemi.

Ah dimenticavo: se provate a chiedere ai candidati da chi è formato il gruppo che lo sostiene, vi diranno un solo nome. Indovinate quale?

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