Diamante, l’accusa all’ex sindaco Sollazzo: “Sistema personalistico e poco democratico”

Sollazzo ha “vivacchiato”. E accentuano il colpo quando parlano di “Un sistema di governo personalistico e poco democratico”. Vanno giù duro gli ex consiglieri di maggioranza, ormai dimissionari, che hanno sostenuto “l’agonia” di un esecutivo che ha dimostrato poca voglia al dialogo e al confronto. Ornella Perrone, Francesca Anna Casella e Francesco Suriano, lo zoccolo duro del Pd diamantese, rimette tutto in gioco e scopre le carte di mesi e mesi di malamministrazione a guida Sollazzo. “La poca lungimiranza in politica, prima poi, inevitabilmente, presenta il conto. E questo Sollazzo – evidenziano in una nota – lo ha sottovalutato alla grande. Lo ha fatto quando ha deciso di revocarci le deleghe, cacciando di fatto dalla maggioranza quel gruppo e quella storia politica senza cui lui non sarebbe diventato sindaco. E ha continuato a farlo quando ha ignorato la mano che, malgrado il suo comportamento, noi gli avevamo teso, rifiutando ogni possibilità di dialogo e di confronto e persistendo nel rimanere in carica piuttosto che rassegnare le dimissioni per il bene del paese e porre, così, fine ad un sistema di governo personalistico e poco democratico, basato sul “vivacchiare” , incapace non solo di progettare il futuro di una città come la nostra ma anche di garantire l’ordinario. Come lo struzzo, il sindaco ha deliberatamente voluto nascondere la testa sotto la sabbia e non ha avuto il coraggio di guardare la realtà in faccia e prendere atto che i cittadini lo avevano ormai sfiduciato da tempo. Noi – scrivono ancora – non abbiamo fatto altro che ufficializzare la fine della sua amministrazione davanti ad un Notaio con la consapevolezza e la serenità di chi ha fatto fino in fondo il proprio dovere e di chi ha sempre agito, anche dimettendosi, nel solo ed esclusivo interesse della collettività e ben oltre qualsiasi tipo di strumentalizzazione e speculazione. Per Sollazzo ora è finalmente giunto il momento di prendere coscienza e fare ammenda dei propri errori politici e delle conseguenze dannose che le sue azioni amministrative hanno arrecato alla città. Per quanto riguarda noi, invece, non possiamo che augurarci solo il meglio per la nostra Diamante”.

Antonello Troya

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