Scalea, Renato Bruno (M5s) si dimette dalla carica di consigliere comunale

Una voce fuori dal coro che lascia gli scranni della politica. È la scelta fatta da Renato Bruno, attivista del Movimento 5 stelle che stamattina ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Lo fa attraverso i social, mostrando quanto sia stato difficile in questi anni amministrare la cosa pubblica dai banchi dell’opposizione. Una giornata come tante, passata tra uffici tecnici e manutentivi. E ovviamente dall’ufficio protocollo. “So che per tanti di voi sarà difficile capirne le motivazioni – scrive Brno – alcuni inventeranno motivi che non esistono questo già lo so. Non sono state minacce, quelle non mi spaventano; non è colpa delle scelte del governo di cui sono fiero; non è colpa del movimento e di alcune scelte che posso non condividere, ma in una famiglia può capitare di pensarla diversamente e si accetta ciò che democraticamente abbiamo deciso. da oggi non sarò più un portavoce del M5S, tornerò ad essere un semplice attivista che continuerà ad informare le persone. come ho sempre detto non c’è bisogno di essere dentro le istituzioni per poter fare, esistono tutti gli strumenti per i cittadini per portare proposte al consiglio e li utilizzerò tutti. Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini fisicamente in questa battaglia, coloro che sono stati vicini, ma che non potevano esporsi perché in questo paese il politico fa più paura del mafioso, ringrazio anche chi mi ha aggredito, perché mi ha dato modo di dimostrare che in questo paese c’è gente che vive ancora di favori come ci ha vissuto sempre. ringrazio tutti i cittadini di Scalea che mi hanno “supportato e sopportato”, gli attivisti che anche da lontano hanno condiviso con me questo pezzo di strada. ringrazio tutti i portavoce che stanno facendo tanto per l’Italia, per la loro regione e per il loro comune. un in bocca al lupo a chi subentrerà in consiglio, consapevole che saprà continuare il lavoro che è stato fatto”. Non è chiaro ancora se le dimissioni siano da collegare alle minacce cui il consigliere dimissionario era stato vittima.

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