“Belvedere, che posto di merda”. E per un cagnolino trovato per strada scoppia la polemica sui social

Metti che un turista, una cittadina comune, una visitatrice intendano visitare il bel paesello ridente sulle rive del Mar Tirreno, baciato dal sole 10 mesi all’anno. E metti che questa turista schivi per caso un cane libero per strada. Scende, lo raccoglie e lo porta al sindaco, alla casa comunale. Il primo cittadino, sensibile e abbastanza conoscitore della materia, invita la turista a riportarlo dov’era, perché avendo un collare probabilmente qualcuno l’avrebbe cercato. Circostanza avvenuta in modo identico pochi giorni fa. Si insomma niente allarmismo e nemmeno randagismo. Macché la signora in questione,  Mary Veg Lollolance, o almeno così si legge sulla sua bacheca di Facebook, armata di tutte le ragioni del mondo si reca dal sindaco. E qui si gettano le basi per la futura bagarre mediatica. Appena fuori dal Comune la signora prende il telefonino e gira un video con tanto di immagini del centro storico e spiega cosa era accaduto dal suo punto di vista. È in quel filmato che si sente la frase: “Che posto di merda”. E certo, la signora voleva tutte le ragioni del mondo, ma anche generalizzare con un “La Calabria dove ammazzano i cani”. la risposta del sindaco faceva riferimento al cagnolino che presentava un collare. Aveva spiegato che mesi fa un genitore si era recato presso il canile municipale per riprendersi il suo cane, prontamente raccolto da “volontari” e piazzato in canile. Si, insomma prima di partire in quarta sarebbe il caso di avviare una analisi del territorio dove è stato trovato e visto il cane. Immediata la risposta del primo cittadino, Enrico Granata, anche perché sa bene che il Comune di Belvedere sborsa 30 mila euro l’anno per la gestione dei canili municipali.

“Il cagnolino – spiega il sindaco Granata – non era un randagio, aveva un collare in acciaio quindi si era allontanato dall’abitazione del proprietario. La signora ha preso il cagnolino non sulla statale ma in Via G. Fiorillo nel centro urbano. Il Comune ha una regolare convenzione con il canile dove annualmente paga oltre € 30000 e purtroppo ormai non ha più capienza. Il Comune inoltre ha una convenzione con una associazione che si occupa di assistere i cani randagi fino all’accompagnamento al canile o collocarlo in famiglie che intendono adottarlo. Un analogo episodio si è verificato mesi fa, dove il cane era stato rinchiuso, carcerato, nel canile e poi il proprietario, con pianti della figlia, ha dovuto riprenderselo dal canile. Tutto questo per mettere in rilievo che il Comune si è sempre adoperato per questo difficile problema cercando sempre di non portare i cani nel canile, prigioni, ma di reinserirli”.

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