Sanità e Politica: Graziano Di Natale, l’anatra zoppa e la minaccia che non c’è

Devo ammettere che il divertimento è assicurato. Ma suona strano che arrivi da personaggi che hanno mangiato pane e politica da bambini. Graziano Di Natale si sta dando in pasta alla stampa, che sta facendo della sua figura uso e consumo a piacimento. Non credo che Graziano abbia bisogno di un suggeritore, ma che sbandieri ai quattro venti gelidi venti di minaccia che non esistono, questa è davvero grossa. Che poi, il bravo Graziano, la spara proprio a Cetraro dove le minacce, quelle vere, hanno lasciato ben più che qualche auto o negozio in fiamme. Per chi non l’avesse capito è all’interno del Pd che si consuma questa guerra. Ieri Graziano è andato a Cetraro sollevando la questione riportata dal Corriere della sera che include Cetraro come struttura ospedaliera da chiudere perché non raggiunge il numero minimo di nascite, ovvero 500. Occasione ghiotta, e senza preannunciarlo sui social (se non qualche minuto prima) si presenta davanti all’ingresso della struttura sanitaria e, in diretta Facebook, dice che sarebbe meglio che il punto nascita fosse spostato a Paola.

Un colpo alla botte e uno al cerchio. Politicamente azzeccata la mossa: e poi una steccata al cuore del suo nemico (politico s’intende) Giuseppe Aieta. Che non risponde. Raccoglie ciò che rimane di questa inutile (dico io) guerra e metabolizza. Stamattina l’ennesima boutade di Graziano: parla di minaccia e riporta un post, “Caro Di Natale sappiamo quali personaggi ci sono dietro di te. Ti annuncio che troverai pane per i tuoi denti”. Immediata la replica: “Sento puzza di minaccia ma io non ho paura”. Dice il consigliere provinciale. Che si tratti di un bluff è chiaro. Il post è stato estrapolato dall’intervento del sindaco Angelo Aita ed è a firma di Luca Chiavazzo che sino a prova contraria, ha ricoperto con dignità e consapevolezza il suo ruolo politico e sociale di sindacalista. La verità è che Graziano sembra stia avvalendosi di strategie più vicini ad un’anatra zoppa che alla politica lungimirante. Parte in forte difficoltà sul territorio. Senza nulla togliere alle giuste battaglie che ha portato avanti, ma dimentica che il territorio, e la sanità in particolare, ha bisogno di certezze, punti fermi e non di guerre e finte minacce, che si paradossalità ne godiamo già da troppo tempo.

Antonello Troya

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