Il “Meaculpa” di Magorno e la toga di Ernesto Caselli

Mancava solo che Ernesto Magorno sollevasse la toga sporca di sangue e la storia di sarebbe ripetuta…. Quella del funerale di Caio Giulio Cesare. La storia insegna e mai come stavolta gli ingredienti ci sono tutti. Anche il meaculpa di Magorno. Non c’era la toga di Ernesto Caselli, ma si sentiva. Era nell’aria. Mancava che Ernesto Magorno elencasse i nomi di chi aveva cospirato contro il progetto del compianto candidato a sindaco ed ex primo cittadino. Di chi, alla sua morte, ha deciso di non presentarsi agli incontri politici postmortem. C’è qualcuno che si sta chiamando fuori. Non risponde al cellulare e nemmeno ai messaggi. Caselli trainava. Racchiudeva a sé quella forza di leader che aveva permesso la formazione della lista. Della sua compagine.

 Così come Marco Antonio al momento del funerale di Cesare cercava di salvare la repubblica dopo le Idi di Marzo, così Magorno lancia la sua “chiamata alle armi”. Ha suggerito anche ad Achille Ordine, il candidato in pectore, a stringere le briglie alla compagine. Ma c’è qualcosa che sembra non funzionare. E il senatore, con quel comizio ha detto ciò che si doveva capire, assumendo la sua dose di responsabilità. In un linguaggio da vero politichese ha detto: “Portiamo avanti il progetto di Caselli”. Tutto qua? Macché. Dice anche per salvare capre e cavoli è disposto a mettersi come consigliere comunale: chi ha orecchie per intendere, intenda.

Frana la terra sotto i piedi. O meglio traballa. L’Ernesto Marcantonio l’ha capito: e questa volta si veste di Giulio Cesare, la cui moglie deve essere illibata. Sempre. Non può permettersi sbavature e nemmeno errori. La “chiamata” ai cittadini è chiara: c’è qualcuno che non vuole che il progetto di Ernesto Caselli veda la luce. Chi è il Caio Cassio? Ma non fa nomi. Da gran volpone sa che in questo momento si deve parlare con tutti, ma proprio tutti. Anche con chi, come Pino Pascale, vede aprirsi lo spiraglio di una candidatura a sindaco. Contro il fratello Marcello che sta viaggiando a vele spiegate.

Antonello Troya

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