Ospedale di Praia: gli imboscati, il Ps e le finte proteste dei sindaci

Possono anche non sapere, ma non credo. I sindaci sanno, eccome. Sanno com’è la situazione all’ospedale di Praia a Mare. Luogo di perdizione sanitaria, girone dell’inferno dantesco, anticamera del trapasso, Caronte calabrese. L’ospedale di Praia vive di questo: della cattiveria del medico, dell’invidia dell’infermiere, degli ausiliari o oss che siano. Consiglio ai sindaci di informarsi prima. Prima di avviare una patetica iniziativa che li porti ad una dieta drastica con tanto di catene (ma visto che siamo alla viglia dell’estate forse ci sta anche bene). Voglio bene a Antonio Praticò e a Pasquale Lamboglia. Da quando faccio il giornalista sono lì, e siccome scrivo da 35 anni forse mi sembra arrivato il momento di tagliare il cordone ombelicale. Dico per loro, non per me. Forse è il caso che si mettessero da parte e dare spazio a chi del territorio ne ha più cura e che abbia più coraggio. Imbarazzante la proposta di Praticò di protestare per l’ospedale di Praia. Proprio adesso. Gli argomenti quali sono: pronto soccorso e imboscati. Bene metterò al corrente il sindaco di Praia com’è la situazione. Reale, non da dare in pasto ai burattini di cui muove le fila da secoli.

Iniziamo dal pronto soccorso. Croce e delizia dell’alto tirreno. Il servizio offerto è, per mia diretta conoscenza decisamente all’avanguardia, vuoi per il personale medico e infermieristico bravi e preparati (e guai se così non fosse). Conosco persone che lavorano là dentro disponibili a tutto, dettati dall’amore per il prossimo, più che dalla busta paga. Ma andiamo avanti. Il personale medico è formato da 4 professionisti: due di loro sono andati in ferie, un altro è entrato in malattia per una brutta caduta, per cui si è venuta a realizzare una situazione che ha fortemente pregiudicato la prosecuzione del servizio, soprattutto di notte. Invece di richiamare i due medici in ferie si è pensato bene di mettere al ps due medici che arrivano dal servizio territoriale: uno dalla protesica e un’altra dall’assistenza domiciliare (ah si, tanto lì sono tutti imboscati) i quali, malgrado loro, hanno fatto l’impossibile per garantire il servizio. Ma ciò caro sindaco, lo sapevi già. La situazione a tutt’oggi è cambiata: un medico è rientrato dalle ferie e l’altro a breve.

Il classico spauracchio alle spalle del cittadino incapace di difendersi e ignaro dei sotterfugi che esistono…. Vogliamo parlare degli imboscati caro sindaco Praticò? Ciò che tu chiami imboscati sono quelli che invece di stare nei reparti, lavorano negli ambulatori. Per carità, nulla di illegale. Perché non cominciamo a spostare quelli dalla direzione sanitaria al Ps? Che ci stanno a fare, mi chiedo… (Cesareo intervieni) Perché non cominciamo dagli Assessori Comunali e Consiglieri vari che prestano servizio negli ambulatori e li mandiamo al Pronto Soccorso? Da stimati professionisti ci aspettiamo un gesto in tal senso, altrimenti stiamo parlando di aria fritta. E come se non bastasse, e questa è un’anteprima, le assunzioni previste per queste settimane sono state bloccate ieri dal neo dg Sergio Diego su indicazione del commissario regionale. Per cui la dialisi che non potrà fare le sedute estive, la vulnologia che è latente di personale, altri reparti che gridano aiuto… Una coperta sempre più corta… come tiri tiri…

Antonello Troya

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