Belvedere: dai sei milioni di D’Aprile ai tre di Granata. Storia senza veli di un bilancio a “gestione disinvolta”. E intanto la fogna sul lungomare….

Qualcuno potrebbe dire: “Eh beh: avete messo anche l’autovelox”. Ma si sa che i soldi delle multe sono già indirizzati. Ma non tutti. Eppure le tasse i belvederesi dovrebbero pagarle. Dovrebbero, appunto. E se non le paghi arrivano le cartelle di Equitalia. Difficile sfuggire adesso. Basta il codice fiscale e ti ritrovi una serie di multe e cartelle non pagate che ti passa la voglia. Il governo giallo verde ci ha messo anche di suo. Saldo e stralcio, con la famosa rottamazione che potrebbe far spostare l’asticella dei tre milioni lasciati da Granata al nuovo esecutivo a un milione e 700 mila. Potrebbe, appunto. Il rimanente si è ridotto di un bel po’. Bene per i contribuenti, numeri da rivedere, invece, per l’amministrazione in carica. L’esecutivo D’Aprile aveva lasciato 6 milioni di euro (cifra più, cifra meno), certamente da non addebitare ad una amministrazione durata solo 5 anni alle prese con transazioni, espropri e consulenze varie, tirate così alla lunga, tanto che ci sono ancora voci da coprire. Poi l’affondo con frane e disastri idrogeologici che hanno segnato (e ancora continuano a farlo) territorio e aziende.

I dieci anni di Granata hanno deciso e di non poco sulle tasche dei belvederesi. Certo, passi in avanti ne sono stati fatti: dalla raccolta differenziata ad una maggiore accortezza nelle spese. Una gestione oculata ? Saranno i numeri a dirlo, ma spesso un po’ troppo disinvolta: dai “mila euro” dei mosaici, contrade in festa, san valentino, note di fuoco, ai “mila euro” del “Castello d’oro”. Manifestazioni finanziate da contributi e bandi, ma anche dal bilancio comunale.

Le cifre sono a disposizioni di tutti: dito puntato? Per nulla. Anzi la visibilità per questo paesello c’è stata: e come dimenticarsi “Mezzogiorno in famiglia” e altre iniziative che hanno dato quel pizzico di visibilità nazionale, tra mare, montagna, salsicce e peperoncini vari. E intanto lavori impellenti prendono di mira il neo esecutivo: forse al neo assessore ai LLPP riconfermato, Marco Liporace sarà sfuggito (ma ci pensiamo noi a rammentarlo) che la strozzatura della rete fognaria sul lungomare, provoca un cattivissimo odore. Attendiamo fiduciosi.

Antonello Troya

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