Morire di sanità e i 4 capponi di Renzo. Adesso ci aspettiamo gli avvisi di garanzia ai direttori generali e ai commissari

Eh beh. È il minimo. Vuoi vedere che adesso la colpa è dei medici che hanno fatto tutto il possibile per salvare la vita alla giovane donna scomparsa la settimana scorsa? Vuoi vedere che la colpa che se mancava la sacca di sangue la responsabilità debba ricadere sui sanitari? Vuoi vedere che le politiche scellerate di Oliverio, Pacenza, Scopelliti, Mauro, Scura che hanno fatto di questo territorio carne da macello vanno a ricadere sui medici? Se la legge prevede che l’ematologia cammini di pari passo con la ginecologia e l’ostetricia chi ha deciso diversamente, spostando il servizio a Paola? Le percentuali di emorragia si impennano quando si tratta di operare nell’ambito della ginecologia e ostetricia. E quindi la mente illuminata dei nostri politici cosa propone? Di spostare l’ematologia a Paola e di lasciare il rimanente a Cetraro. È come dire di mettere la paglia e il fuoco a Cetraro e l’acqua a 25 chilometri. Pessima idea. Ecco perché la procura di Paola deve incriminare anche il mondo politico e le sue appendici. Quei dirigenti che hanno obbedito agli ordini e che hanno avallato tali decisioni. Sono scomparsi quei politici dell’ #iononmollo, quelli del braccialetto, quelli delle dirette social. Quelli che da Catanzaro voglio sapere cosa sia successo e che pensano alle candidature alla Regione, sperando che ciò porti voti e consenso. Vogliono distruggere la sanità, quella del Tirreno cosentino. Vogliono far chiudere Paola, Cetraro e Praia a Mare. Nemmeno vedo dirigenti che praticano qualsiasi forma di protesta per essere ascoltati. Avete presente la metafora del Manzoni nei “Promessi sposi” con Renzo Tramaglino e i 4 capponi? La politica nostrana è messa di fronte ad una situazione difficile e le forze politiche che  somigliano sempre più ai famosi quattro capponi, sia per la posizione che occupano, sia perché continuano a beccarsi fra loro.

Antonello Troya

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