E Ernesto Magorno scarica “l’impiccio porto” a Ugo Vetere

Strategia politica? Chiamatela come volete, ma la mossa di Ernesto Magorno è l’ennesimo tocco di classe del senatore. In un colpo solo si libera della rogna porto, si sgancia da Oliverio e mette in un angolo un probabile antagonista. Ha convocato i colleghi del territorio. Ha stabilito, su documenti già preparati, cosa sarebbe emerso alla fine della riunione, e, dulcis in fundo, nomina Vetere a capo di questa pseudo commissione chiamata a inoltrare le (giuste) pretese del territorio. La scelta di Ugo Vetere non è stata un caso. Anzi. Ugo, che di professione fa l’avvocato e il tifoso della Juventus, è l’unico interlocutore valido per intraprendere un minimo discorso con il presidentissimo Oliverio. Da tempo il sindaco di Santa Maria del cedro va raccontando che si fida di Oliverio, ne condivide il pensiero, le strategie politiche, bla, bla bla. Ed è, a ragion veduta,  l’unico, visto che i vecchi alleati, vedi Magorno, se ne guardano bene di tenere a galla una nave che imbarca acqua. Il porto di Diamante è una rogna, e questo il sindaco di Santa Maria lo sa bene. Ne trarrà quanto più possibile. Per un porto ci vogliono le infrastrutture e quindi strade, servizi, e accessori vari per un pubblico sempre più intransigente. Ma lo immaginate voi il sindaco di Scalea, Gennaro Licursi, vecchio leone Dc, Ppi, e chi più ne ha più ne metta, che tira l’acqua al mulino di Magorno? Se un porto c’è da fare è quello di Scalea. E Vetere che fa, starà a guardare? Anche Santa Maria si candida. E a ragione veduta. E quindi, a conti fatti si deciderà sull’annullamento di contratti e contrattini vari, accordi sottobanco e imprese inventate ad hoc, sotterfugi dettati da pseudoambientalisti, per inventarsi qualcosa di diverso, di cui si possa parlare in campagna elettorale e farsene un vanto. Oliverio li ascolterà, certo, ma chiederà qualcosa in cambio. Se il territorio vuole soldi ti devi mettere d’accordo con il presidente. E indovinate cosa chiederà? A noi ci vendono il fumo, loro si tengono la carne. Ma la cosa che mi fa strano è la posizione degli altri sindaci: mi sembrano come quei bambini di terza media, poco dotati e per di più all’ultimo banco. Cui va detto cosa devono fare. Lo diceva Berlusconi degli italiani, nel 1992. E se lo diceva lui….

Antonello Troya

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