Giornalisti a pesci in faccia: a Diamante il potere preferisce i passacarte

Vogliono che la stampa sia sottoposta al loro volere. Questo accade a Diamante. Nulla questio sulla presenza del bravo e oculato giornalista-professionista che domani presiederà uno spaccato del prof. Nicola Leone, neo rettore dell’Unical, ma accanto non sarebbe stata di cattivo gusto la presenza di un altrettanto bravo giornalista di Diamante. Ce ne sono tanti e tutti qualificati, se non con premiucci vari almeno con anni e anni di esperienza. Tutti decisi sostenitori di una professione che certamente lascia il segno. Almeno tra i lettori. Amministratori che ci inondano di comunicati, nella speranza che l’opinione pubblica si possa confondere non raggiungendo i veri problemi del paese. Si offusca con notiziole simili alla lampadina cambiata o al ruscello che porta acqua sporca a mare. Ordinaria amministrazione. Fingono che non esistano risse, botte e cazzotti. Tutto deve andare bene. Per poi mortificare il professionista che ha osato parlarne. E ti arrivano le telefonate dal sapore intimidatorio. Come se sti geni dell’amministrazione comunale fossero tutti all’altezza di parlare di comunicazione, di giornalismo. Al massimo raggiungono il loro apice tra ‘nduja, cedro e peperoncino. Guai a parlare di politica. Guai a mettere il discussione i manovratori. È un mestiere di merda quello del giornalista e a voi piace rimescolarla…. E gli interlocutori che si innalzano a grandi intellettuali. Diceva bene Eco: i social hanno dato la parola ad una generazione di imbecilli. E ciò a voi, cari amici dell’amministrazione di Diamante, vi sta bene. Opinione pubblica da controllare, da tenere lontana da ciò che conta veramente. Dispiace aver tirato in ballo amici giornalisti: sono certo che storceranno il naso. Pubblicheremo tutto. Ma con il dolce dovrete prendere anche il salato.

Antonello Troya

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