L’estate del proibizionismo a Diamante

Ren McCormack è un giovane originario di Chicago che si trasferisce Beaumont, un piccolo paese di provincia, che ha bandito e messo fuori legge la musica rock, il ballo e tutto ciò che – secondo l’amministrazione locale – può nuocere alla moralità e alla salute della cittadina.

Ren è il protagonista di Footloose, un musical ambientato nell’America degli anni ‘80, ma potrebbe essere un qualsiasi giovane turista arrivato quest’estate a Diamante. 
Perché nella mia bellissima cittadina che pretenderebbe di vivere di turismo tutto l’anno, di essere il comune capofila della stagione turistica dell’intera costa tirrenica e di raccogliere la sfida del Salento e delle 5 terre, si vive quest’anno un clima di proibizionismo ed eccessiva ricerca dell’ordine da far invidia alle migliori trame cinematografiche.

Sentinelle in giro per le strade costrette a riprendere il giovane che si sposta con il bicchiere un po’ più in là rispetto alla porta d’ingresso del locale, ridicole passerelle notturne di amministratori che immaginano di essere sceriffi, ronde di controllori che si assicurano che la musica di tutti i locali sia spenta allo scoccare dell’1:30.

Giá, perché il problema più grande – come in Footloose – è proprio lei: la musica. Quella che secondo alcuni – anche nel 2019 – è la peccaminosa e tentatrice compagnia notturna dei ragazzi.
Ed è così che da qualche tempo i nostri locali sono costretti a spegnere le casse proprio quando le piazzette del centro storico iniziano a riempirsi. Tra “buuuu” e fischi dei giovani diamantesi e di quei turisti che nella nostra straordinaria città venivano a trascorrere le loro estati.

L’ordine, le regole e la disciplina servono, non fraintendiamoci. Ma a tutto c’è un limite e tutto va dosato nel modo giusto.
Così come a Beaumont i ragazzi riuscivano – con sommosse, sotterfugi e rave party segreti – a raggirare l’assurda ordinanza, anche a Diamante si sta vivendo un triste rovescio della medaglia.

Nelle strade del mio paese in quella che è diventata ormai “l’estate del proibizionismo” ho visto ambulanze in giro quasi tutte le sere, molto più di quanto avveniva in passato! In poco più di 10 giorni abbiamo assistito a risse, ad aggressioni a negozianti, a ragazzine minorenni in coma etilico sulle spiagge dopo un falò per colpa di bottiglie comodamente acquistate nei supermercati.

E come ce lo spieghiamo tutto questo? Forse ammettendo che ridurre di mezz’ora la diffusione della musica non ha cambiato nulla e, anzi, ha forse spinto i più giovani a cercare modi alternativi e peggiori per “divertirsi”? Ammettendo che questa parte dell’ordinanza danneggia solo gli esercenti e quei ragazzi che vivono in maniera sana la loro estate, ma non cambia le cattive abitudini di chi è alla sfrenata ricerca di eccessi?

Le intenzioni erano buone, ci avete provato, ma – come succede agli amministratori di Beaumont in Footloose – potete ammettere di aver sbagliato. 
A disturbare e a mettere a repentaglio la sicurezza di Diamante e dei diamantesi non sono le note delle canzoni che ci accompagnano la sera, non è il divertimento, non è la spensieratezza e non sono i sorrisi dei ragazzi che vivono in serena allegria le notti d’estate.

Magari, senza puntare il dito contro chi ve lo fa notare, rifletteteci su!

Maria Francesca Amodeo

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