La denuncia: “Vietato ammalarsi a Praia a Mare”. La replica: “Se suo figlio è vivo lo deve ai medici di Praia”

Un botta e risposta tra una mamma che ha visto la vita del figlio scivolare un po’ alla volta e il sindaco di Praia, Antonio Praticò, teso a difendere il nosocomio del suo paese. Ma anciamo per ordine. Sui social campeggia la lettera di Carla Torre: “Siamo in vacanza a Praia a mare – scrive la donna – decido di portare qui mio figlio per fargli respirare un po’ di aria di mare, del mare buono. Mio  figlio di 5 mesi sviene e non accenna a riprendersi. Attimi di paura chiamiamo il 118 che provando a calmarci capisce che la situazione è preoccupante ma tentenna al telefono perché dice che a Praia a mare non c‘è pediatria e che il primo posto disponibile si trova a oltre mezz’ora di distanza. Ripeto mio figlio in tutto questo continua a rimanere senza conoscenza … Scorrono i minuti più brutti della nostra vita, dopo circa 10 minuti arriva l’ambulanza. Entriamo all‘ospedale di Praia per un primo soccorso utile… e lì ci guardano come alieni chiedendoci cosa ci facessimo in un ospedale senza pediatria.

Il bimbo con il codice rosso doveva essere portato dove c era pediatria , quindi a mezz’ ora di auto e che con le loro ambulanze sono fuori regione quindi dobbiamo aspettare l’autorizzazione. Certo perché un bimbo di 5 MESI deve aspettare L’autorizzazione per essere soccorso. I volontari del 118 mi guardano con gli occhi della vergogna , di chi si scusa per una burocrazia di merda , perché in una regione come la Calabria gli ospedali si riducono invece di aumentare. Mi dicono di aspettare e mi promettono di fare il prima possibile.

Continuano minuti interminabili. Qualche infermiere mi dice che avremmo fatto prima ad andare con la nostra auto . Ci trasferiscono finalmente in ospedale a Lagonegro dopo 30 minuti di corsa in ambulanza. Siamo in Basilicata. Qui c è per fortuna pediatria. Peccato che ci sia poco personale e che non abbiano neanche gli strumenti idonei per lavorare con tranquillità. Tutti cortesi , carini , ma sovraccaricati dal lavoro perché tutti i bambini si devono riversare li o Cetraro ma il personale assunto è ai minimi termini . Poco importa che il pediatra stia facendo due giorni di lavoro consecutivo senza mai smontare giorno/notte

Beh siamo in pediatria e non hanno neanche il fasciatoio. Se fosse andata peggio in 40 minuti prima di arrivare in ospedale mio figlio sarebbe morto”.

La replica di Praticò: “Egregia sig.ra Carla Torre. Apprendo da un Suo post su Facebook che è stata ospite del nostro paese e che, purtroppo, in data 18 agosto è pervenuta all’ospedale di Praia a Mare insieme al suo piccolo figlioletto. Mi spiace per quanto accaduto a Suo figlio
Ma sarei felice di poterla incontrare per parlare e confrontarci con riguardo a quanto accaduto
Perché preoccupandomi della situazione da lei rappresentata mi sono premurato di informarmi. Ebbene, dal personale quel giorno presente, mi è stato riferito che il bambino è arrivato morto e la dott.ssa Sinopoli lo ha riportato in vita. Ciò che ha pubblicato lei è gravemente infamante. Specie per il personale medico e paramedico che sono intervenuti tempestivamente per la salvare la vita al Suo piccolo bambino. E solo dopo che le condizioni del bambino sono state stabilizzate nel pieno rispetto dei protocolli nazionali lo stesso è stato trasferito presso l’ospedale di Lagonegro. Suo figlio, ringraziando il Signore, è salvo. E forse lo è anche grazie e per mano di quei medici che non si sono risparmiati o riservati di fare quanto possibile per strappare alla morte il suo piccolo bambino. Rimango, pertanto, in attesa di ricevere un Suo riscontro al fine di chiarire pubblicamente la dinamica degli eventi occorsi in occasione del Suo accesso al Ps dell’ospedale così da mettere fine a notizie non veritiere che non fanno altro che ingenerare falsi allarmismi e screditare l’operato di chi ogni giorno mette tutto se stesso per salvare vite umane”

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