Il neo primario Misasi rifiuta le interviste. Inizia l’era della censura nella sanità?

Per carità: ognuno è liberissimo di rilasciare interviste, a chi vuole e soprattutto se vuole. Nessuno costringe nessuno, ma contattarlo per avere qualche delucidazione in merito a ciò che potrà accadere sul territorio su un comparto delicato come può essere quello di ostetricia e ginecologia, è un nostro diritto. E la stampa ne è veicolo. Quella stessa stampa di cui se ne fa un uso spregiudicato quando bisogna veicolare cazzate sopra cazzate di “buona sanità”, quella sanità, per intenderci, che non esiste. Ora è probabile che si passi alla censura, delle cose che accadono ma che non si devono dire. Vedremo.

Vorremmo che il neo primario, Raffaele Misasi, si rivolga alla cittadinanza territoriale, ma soprattutto cetrarese, indicando le sue intenzioni, ma non in politichese come qualche esponente della politica che conta (quella cosentina, per intenderci) vorrebbe. Ma in un linguaggio da social, quello delle e senza accento e a senza h.

Di quella che non usa il condizionale e il congiuntivo ma che vuole essere curata e difesa da un bisonte burocratico che vuole reparti chiusi, medici trasferiti (come i reparti) in una guerra dei poveri che sta lasciando solo morti sul campo. Bene ora ci auguriamo un sollecito intervento del dr. Misasi, pronti a difendere le sue intenzioni se ciò porterà ad una rinascita, giusta, dell’ospedale di Cetraro.

Antonello Troya

@antonellotroya

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