News. Le Brevi di oggi in Calabria

La Dia di Reggio Calabria, coordinata dal Procuratore distrettuale Giovanni Bombardieri, ha eseguito un provvedimento di confisca di beni emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale nei confronti di un affiliato alla ‘ndrangheta, Rosario Aricò, di 59 anni, con trascorsi lavorativi nel settore dell’ortofrutta.
    Aricò, già coinvolto nell’operazione “Archi”, è stato condannato dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, con sentenza diventata definitiva nel 2015, a sei anni ed otto mesi di reclusione per associazione mafiosa quale affiliato alla cosca “Tegano”, operante prevalentemente nel quartiere Archi del capoluogo.
    I beni confiscati ad Aricò consistono, in particolare, in sei immobili, tra cui una villa di pregio e due appartamenti a Reggio Calabria e Scilla; due autovetture, varie disponibilità finanziarie e due diritti di credito vantati presso terzi.

Disponibilità finanziarie per circa 2 milioni sono state sequestrate dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria a 6 tra avvocati e professionisti nell’ambito dell’inchiesta “Mala gestio” sul fallimento – decretato nel 2014 – della Multiservizi, la partecipata del Comune di Reggio Calabria incaricata della manutenzione di beni pubblici. Nei giorni scorsi erano state arrestate, per bancarotta fraudolenta, 5 persone che ricoprivano cariche sociali nella Multiservizi, nel socio privato Gst e in altre aziende a loro riconducibili nelle quali finivano i soldi versati alla Multiservizi dal Comune di Reggio Calabria, socio pubblico. Dalle indagini, condotte dal Gico del Nucleo di Polizia economico finanziaria, i professionisti avrebbero ricevuto in maniera non dovuta denaro dalla Gst per importi variabili da 28 mila euro a un milione. In un caso, è stato stipulato un contratto per l'”elevato profilo e alla specifica esperienza professionale” di un avvocato che non era iscritto all’albo.

 I carabinieri della Stazione di Cosenza hanno arrestato a Casali del Manco D.M.S., di 22 anni, per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.
    Le indagini sono iniziate dopo la denuncia della compagna dell’uomo che, esasperata per l’ennesima aggressione, ha deciso di recarsi in caserma, dove è stata sentita da personale specializzato nella sala riservata per le audizioni protette. La donna ha riferito delle continue aggressioni del compagno – da cui ha avuto una bimba che ora ha pochi mesi – iniziate ad aprile. In particolare, in diverse occasioni documentate, l’uomo l’avrebbe percossa colpendola con calci e schiaffi e insultandola pesantemente, a volte anche in presenza di amici e parenti. Il culmine è stato raggiunto il 3 ottobre scorso, giorno in cui la vittima ha subito una pesante aggressione riportando lesioni giudicate guaribili in 20 giorni. Il peggio è stato scongiurato dall’intervento del padre, aggredito a sua volta il giorno successivo.

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