Le bellezze di Diamante e il borgo di Belvedere: insieme si può….

Non è un caso che “Marco Polo” la tv satellitare e del digitale terrestre abbia dedicato un intero servizio a Diamante e le sue bellezze. Diamante è bella, caratteristica. Particolare. Con colori e la “street art” che ormai la caratterizza. Il servizio televisivo (ormai se ne producono a migliaia) verso la fine allarga le proprie immagini con Belvedere e il suo borgo. Non che la cosa infastidisca, anzi. Ci sono borghi stupendi che addirittura gareggiano per le proprie bellezze. Mentre Diamante valorizza le proprie ricchezze, murales (soprattutto), mare, cultura, storia, Belvedere rimane al palo con il suo borgo. E nulla più. Iniziative ce ne sono tante: anzi c’è da sostenere l’impegno che ogni amministrazione che si è succeduta ha fatto per il centro storico. Ma c’è qualcosa che non funziona. Allora perché non prendere l’occasione per avviare un discorso comune. Una linea direttrice che coinvolga le due comunità, Belvedere e Diamante, guidate da altrettanti primi cittadini desiderosi di dare il meglio per il proprio paese. L’ “Unione dei comuni”, nel suo inesorabile fallimento ha, al contrario, evidenziato che un discorso comune si può fare. Si deve fare. Con crisi perenni e turismo carente e di bassa qualità, il Tirreno Cosentino è rimasto fermo a coercizioni storiche dettate da un clientelismo destinato, per fortuna, ad una fine ormai prossima. Imprenditori senza scrupoli diventati “prenditori” hanno piegato al loro volere storia, cultura, commercio ed economia. Nessun paese ne è rimasto immune. La svolta è dietro l’angolo. Basta solo avere coraggio. Chissà se Vincenzo Cascini e Ernesto Magorno hanno la forza necessaria per credere in una Calabria diversa. Fatta da uomini e potenzialità che aspettano solo di realizzarsi.

Antonello Troya

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