La storia: “Se non mi rispondi faccio un casino”. Lo stalker in carcere e per la donna la fine di un incubo

Stolkeraggio e femminicidi: come si salvano le vite umane. L‘operazione congiunta tra Carabinieri, Pm e Giudice nelle giornate di venerdì e sabato, hanno permesso di fermare un uomo di 53 anni, G.P., nativo di Belvedere Marittimo ma residente a Diamante e di far uscire dall’incubo una donna. Il giudice Alfredo Cosenza nella sua istanza ha sottolineato l’aggravamento della misura cautelare già in atto, per lo stesso titolo di reato. In pratica il Gip nel dicembre dello scorso anno aveva chiesto e ottenuto la misura cautelare in carcere, sostituita con quella degli arresti domiciliari presso la casa del fratello. Nel giugno poi la misura detentiva veniva sostituita con l’applicazione della misura del divieto di avvicinamento alla donna L.T. con la quale l’imputato aveva avuto una storia sentimentale. Comportamenti persecutori che avevano portato il giudice all’applicazione delle misure cautelari. Una storia al limite. La vittima continuamente contattata dall’imputato. Una vita d’inferno. Una serie di molestie che però la donna ha avuto la forza di denunciare. I messaggi e gli sms non hanno avuto mai fine in questi ultimi giorni. Lui, il 53enne che avrebbe fatto “un casino” come scrive in un sms, se la donna non avesse risposto ai suoi messaggi. Un incubo. Eppure era riuscita ad allontanarlo. A stargli lontano. Ma la paura era tanta, ecco perché si era rivolta ai carabinieri. Il capitano della compagnia, Andrea Massari, non ha perso tempo e ha incaricato i militari di svolgere e seguire le indagini a tutto campo. L’uomo andava fermato. Alcuni giorni fa si era recato sotto casa della donna a bordo di un furgone, suonando ripetutamente il clacson e lanciando pietre. Ma ciò non bastava. Messaggi e telefonate in continuazione: “Sto venendo a casa tua e faccio un casino che non ti puoi immaginare”. E ancora “Hai giocato con i miei sentimenti ma hai sbagliato persona. Stasera faccio una pazzia”. “Per quello che hai fatto non avrai un giorno di pace. Perché ti maledico tutti i giorni”: il tenore degli sms non ha lasciato dubbi. Una condotta intimidatoria, violenta e persecutoria: così scrivono i carabinieri. E poi quell’uso di un coltello che aveva allertato i militari. Insomma ha continuato a molestare la donna. L’uomo andava fermato e subito. Nel giro di poche ore, allertato anche l’avvocato dell’uomo, Francesco Liserre, i militari dell’arma su disposizione del giudice Alfredo Cosenza hanno proceduto al fermo dell’uomo  e alla custodia cautelare in carcere. Un divieto di avvicinamento per nulla rispettato. E l’unico modo per fermarlo era il carcere.

Antonello Troya

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