Belvedere, lo sfogo di un imprenditore locale ma che lavora all’estero: “Mal costume radicato e politica clientelare”

Caro Antonello, come sai vivo all’estero d’inverno, ma lavoro a Belvedere durante l’estate. Per scelta non seguo molto la tv italiana, partono dalla mattina con la Panicucci e proseguono il pomeriggio  con la D’Urso a diffondere negatività e incentivare emuli… Leggo con piacere le news dello Strillone perché mi tengono informato sul mio amato paese ed i dintorni… Oggi ho apprezzato molto la tua lettera aperta al sindaco Cascini, è il riassunto composto di ciò che è stato e quello che è… Non se ne può più di questo mal costume, ormai radicato, della politica del clientelismo… e dell’amico dell’amico…  il parente… Il grosso imprenditore o costruttore che porta voti… Ecc ecc e chi dovrebbe multare e vigilare che lo fa solo su chi è figlio di nessuno… Io non l’ho mai accettato anche se ammetto che, mio malgrado, per andare avanti ho dovuto sottomettermi a questo schifo… Nonostante ho sempre cercato di riqualificare un tratto di costa altrimenti destinato all’abbandono ed il degrado, dopo 26 anni le uniche cose cambiate intorno a me sono quelle poche che mi hanno lasciato fare a spese mie ed a mio rischio. Nonostante abbia protocollato iniziative e mi sia offerto di investire di tasca mia per la pubblica utilità non ho mai ricevuto consensi. È evidente che non c’è alcun interesse in quella zona e che io per quanto possa contare resto un figlio di nessuno. Ma preferisco essere ciò che sono e potermi guardare allo specchio.

Un abbraccio, amico mio

Lettera firmata

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