Diamante, “Halloween”: Che ci fa la zucca nella terra del cedro e del peperoncino.

Leggo del “ Week-End Senza Limiti “ organizzato  dall’ Amministrazione Comunale e non posso che plaudire alla idea di collocare una iniziativa turistico-culturale in un fine settimana  autunnale che, complice la buona stagione che si prolunga ( siamo in piena estate indiana ),  può contribuire a i vivacizzare la nostra città offrendo ai cittadini e agli ultimi sporadici turisti una occasione di festa e socialità, magari con qualche ricaduta commerciale che in questo periodo di bassa stagione  male non fa. Non ci sarebbe  nulla da obiettare  dunque, al cartellone  dei micro eventi proposti  nel  ponte dei morti se non la inopportuna ( a mio parere) scelta tematica, che non è cosa da niente, e l’improvvida scelta del nome della rassegna  che rimanda ad anarchie comportamentali  con un sub-liminare messaggio  che rivolto ai ragazzi, magari anche solo nella declinazione di divertimento senza limiti non è assolutamente condivisibile. Ciò  mi spinge a fare queste pubbliche  considerazioni. Come sempre, abituati  ad accogliere con enfasi modelli culturali e sociali  provenienti dall’estero e soprattutto dall’ America, da una ventina di anni ,come per la Coca Cola o il Mc Donald , abbiamo iniziato la vigilia di Ognissanti a festeggiare  la ricorrenza di Hallowen che proprio nulla ha a che fare con la nostra cultura e le nostre tradizioni,   le quali, sia per la simbologia del travestimento ( Carnevale ) che per quella funebre ( Sacralità dei Morti ) sono incentrati su valori e significati di tutt’altro spessore.  Halloween  è una festa pagana, di origini celtiche, diffusa in America e nei paesi anglo-sassoni  imperniata su una ritualità funerea in cui  scheletri, zombi , streghe e fantasmi  la fanno da protagonisti insieme ad una zucca intagliata a mò di teschio divenuta  un gadget commerciale che ha letteralmente pervaso  una oggettistica di grande consumo soprattutto tra i ragazzi. E’ una festa trash, stupida e diseducativa , e non sono io a dirlo, ma lo sostengono autorevoli psicologi ed intellettuali,  che se può avere un significato in America  sicuramente non  ne ha in Italia al di fuori del grosso circuito economico che vi è stato costruito intorno. Non è una festa  soprattutto per i bambini che ad altri valori  e ad altri momenti partecipativi andrebbero  orientati  e per allargare il ragionamento  non è una festa  su  cui   Diamante può incentrare  il suo appeal  culturale. In questi giorni  d’autunno  vengono spesi a piene mani tutti gli attrattori stagionali radicati sul territorio della Riviera dei Cedri e del suo entroterra, tanto è che  si sovrappongono le locandine  che propongono iniziative  in cui si celebrano il cedro,  le castagne,  il maiale nero di Calabria, i funghi porcini ovvero eccellenze gastronomiche  capaci di movimentare  turismo di prossimità, escursioni giornaliere,  e filiere commerciali che possono vantare una etichetta di originalità, territorialità e tradizione.  Esprimo dunque una severa critica alla scelta dell’Amministrazione Comunale  di  celebrare  la festa di Hallowen , così come la esprimerei  a qualsiasi altra istituzione ( scuola, associazione ) che intendesse esaltare un momento così povero di significati, slegato da ogni  tradizione  e soprattutto  privo di  qualsiasi valenza culturale di cui ogni iniziativa pubblica  dovrebbe tenere fortemente conto.  Per cui cosa ci fa una zucca in terra di cedro e peperoncino? Mi piacerebbe sapere il parere dell’assessore alla cultura. Magari  pensa anche lei  che è bene  fare le cose, ma non tutte le cose che si fanno sono quelle giuste.

Franco Maiolino

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: