Belvedere, aumentano i tributi: è il regalo di Natale di Cascini e tutta la maggioranza

Cari cittadini di Belvedere, vi siete guardati allo specchio? Siate pronti, perché è finita la pacchia e arrivano i regali di Natale. La pacchia per chi ha evaso. Per chi non ha pagato. Per chi si cullava sull’amicizia di questo o quell’amministratore. Per chi pagava 300 euro di acqua pur dovendone pagare il doppio, se non il triplo. Una pacchia legata all’aumento dei tributi. Eh si: entro 30 giorni dalla data dell’approvazione della delibera l’esecutivo deve aumentare tutto ciò che si può. E anche ai livelli massimi. Ma a pensarci bene, le decisioni impopolari non fanno mai bene, specialmente al proprio pacchetto di voti. A meno che l’attuale sindaco non voglia più ricandidarsi lasciando il posto al suo attuale vice, Francesca Impieri (ipotesi più che probabile), il dissesto porterà alle classiche “lacrime e sangue” per una popolazione già allo stremo. Ma voi li vedete i “volponi” dell’attuale maggioranza dover dare spiegazione ai propri elettori dell’aumento dei tributi? Ci sarà da ridere. L’aver glissato, poi, sui nomi e sulle responsabilità politiche di chi ha causato questo disastro economico, non ha di certo aiutato a fare luce su storie ombrose degne di sotterfugi e malagestione della cosa pubblica. Niente più manifestazioni estive: i vari colossal come “Castello d’oro” dovranno vedersela con gli introiti che arriveranno dalla tassa di soggiorno. Eh si, perché così funziona: se prima si disponevano 40 mila euro ora i soldi dovranno arrivare da altre vie, e la tassa di soggiorno è una di queste. Ma se la gente non arriva a Belvedere, come farà il vicesindaco? La speranza è che la Regione possa contribuire in qualche modo. E così i vari mosaici, contributi alle associazioni, incarichi fiduciari, e così via. Il piano di rientro che sarà deciso dai commissari non lascerà spazio. Ma sembra che i nostri amministratori questo non l’hanno capito.

Antonello Troya

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