Dissesto. E in tutta questa telenovela gli amministratori Pd dell’era “D’Aprile” dove sono finiti?

Certo è difficile guastarsela con l’attuale sindaco Cascini. Dio non voglia, ma nella necessità c’è sempre un amico (e una struttura sanitaria d’eccellenza) cui far riferimento. Ed è ciò che devono aver pensato gli ex amministratori, pardon i “già amministratori” quelli che hanno guidato dieci anni fa il Comune di Belvedere. A parte qualche sporadica uscita dell’ex vicesindaco Riccardo Ugolino registriamo purtroppo il silenzio del sindaco Mauro D’Aprile. Certo delle sue competenze potrebbe dirci qualcosa in più sul dissesto. Se si sarebbe potuto evitare e lui cosa avrebbe fatto. Del “Granata-pensiero” già ci siamo fatti una idea. E del duo D’Aprile-Ugolino? Come hanno trovato i conti dopo la prima “sfornata decennale” di Granata? Cosa può essere successo? Perché siamo arrivati quasi ad elemosinare crediti che il Comune vanta ma che non riesce ad incassare? Il tecnicismo dell’era D’Aprile-Ugolino ha fatto venire fuori una buona fetta di contribuenti sconosciuti al fisco locale. Così come si è riusciti con una serie di transazioni a risolvere molte questioni con parte dell’imprenditoria. Poi il passaggio di consegne con l’allora giovane Granata che aumentò la tariffa sui rifiuti dell’80 per cento. Transazioni, aumento immediato delle tariffe, accertamenti su larga scala: seconde case, addizionale Irpef, esenzioni, acqua, rifiuti. Si sarebbe potuto fare tutto ciò già dal mese di luglio 2019? Lo chiediamo al Partito Democratico, lo chiediamo a Mauro D’Aprile, a Riccardo Ugolino. L’altrui pensiero già lo conosciamo. E non ci piace proprio.

Antonello Troya

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