Belvedere, i tremila voti del sindaco Cascini e l’incubo decadenza

E metti caso che il 18 dicembre prossimo il tribunale decide sulla ineleggibilità e quindi sulla decadenza del sindaco di Belvedere, Vincenzo Cascini? Non sarebbe giusto: chi è stato scelto ed eletto dal popolo ha il diritto-dovere di governare. Con annessi e connessi. Ma se una mancanza di carattere squisitamente amministrativo c’è stata, allora è giusto che si riveda tutto quanto è stato messo in discussione e in giudizio da maggio ad oggi. E sarebbe una vittoria senza se e senza ma per l’opposizione.

Il Testo unico degli Enti locali stabilisce che i dirigenti delle strutture sanitarie convenzionate devono dimettersi dalla carica prima della data delle presentazione delle liste, in questo caso il 27 aprile. Circostanza che, secondo l’opposizione che ha presentato l’ineleggibilità del sindaco, non è avvenuta. Anzi il primo cittadino si sarebbe dimesso dalla carica di amministratore unico e legale rappresentante della “Casa di Cura Cascini” il 2 maggio. In una prima udienza al tribunale di Paola a metà settembre il collegio giudicante aveva accolto le eccezioni della difesa e stabilito per il rinvio al 18 dicembre. E poi cosa accadrà? C’è un precedente proprio di una settimana fa: il tribunale di Cosenza ha dichiarato ineleggibile il sindaco di San Pietro in Guarano perché non si era dimesso dalla carica di direttore sanitario dell’azienda ospedaliera di Cosenza. Il sindaco defenestrato, Mario Veltri presenterà ricorso, impugnando l’ordinanza del tribunale e rimanendo in carica sino a sentenza definitiva.

Antonello Troya

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