Il Partito Democratico di Belvedere dimentica che voleva l’accordo con Cascini

Il Pd? Quale Pd… quello che rilascia interviste a nome e per conto della dirigenza provinciale, ma non a nome di quella comunale. Si insomma lo stesso Pd che voleva entrare con forza in lista con Belvedere 2.0 e che invece poi ha visto tutto andare in malora. E ciò succede quando si viaggia su due linee diverse senza coordinamento. Nel mentre Riccardo Ugolino aveva più volte tentato un approccio con Cascini, il segretario Ugo Massimilla aveva giocato la carta del “do ut des”, con tanto di delega “ad personam”. Ugo Massimilla, alla guida del partito da due anni, ha goduto del sostegno del partito sino a quando tra il gruppo “Ora”, “Belvedere cambiaverso” e il Pd non si è cominciato a discutere di candidati a sindaco. Le legittime ambizioni di Massimilla vengono subito troncate dalla direzione locale del partito quando sul capogabinetto del presidente del consiglio regionale si abbatte l’ipotesi “salto” con il centrodestra. Apriti cielo. Lettere e minacce finiscono sul tavolo della dirigenza provinciale e regionale, dove c’è (c’era) quella volpe di Ernesto Magorno cui Massimilla era il suo delfino. Polemiche chiuse e via libera a trattare con Cascini. Ugolino, che ancora guida il suo partito con il governo ombra, fa spallucce e va avanti. Ma non dimentica il suo rapporto con il titolare della omonima casa di cura. Per cui tenta anch’egli un accordo. Poi naufragato. Sino al 24 aprile di questo anno, quando per motivi puramente politici Massimilla fa il passo indietro “nell’ottica della coerenza” e ritorna a casa. Ora i giochi sono diversi: Massimilla potrebbe fare un pensierino alla Regione. Ugolino e gli altri lo appoggeranno? Cascini sicuramente no.

Antonello Troya

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