Sant’Agata d’Esaro, crisi al comune. Le accuse del sindaco Branda

Crisi al Comune di Sant’Agata d’Esaro. Il sindaco Luca Branda si è visto recapitare ieri mattina le dimissioni della consigliera di maggioranza Anna Cianni, eletta nel giugno 2016 nel gruppo “Il Gabbiano”. Poi a seguire sono arrivate le dimissioni di altri 5 consiglieri; si tratta di Luciano Sirimarco (capogruppo del gruppo Uniti per Santagata); Giovanni Nocito e Davide Laino (eletti nella minoranza); e di Angelo Sirimarco e Aldo Spinelli (eletti nella maggioranza ma poi passati, nel corso della consiliatura, alle file della minoranza facendo gruppo a parte).

Critiche le prime considerazioni del sindaco, Luca Branda. “Su quanto accaduto avverto la necessità immediata di qualche breve considerazione, in attesa dell’evolversi della situazione e delle successive determinazioni. La prima considerazione è di natura tecnico-burocratica e riguarda la forma in cui sono state presentate le dimissioni dei consiglieri comunali, in merito alla quale ho inviato una comunicazione ufficiale alla Prefettura, supportato dal mio consulente legale, restando quindi in attesa delle determinazioni del caso.

La seconda considerazione, invece, è di natura politica e riguarda le dimissioni presentate dalla Consigliera di maggioranza Anna Cianni che, più di tutti, si assume una responsabilità storica a danno dei cittadini di Sant’Agata, dimostrando nei fatti di tenere a cuore solo ed esclusivamente gli interessi suoi personali e della sua famiglia. Le sue dimissioni, difatti, arrivano nel giorno in cui avevo convocato una riunione formale con i Consiglieri Comunali (compresa lei) e con il Segretario Comunale per discutere dei provvedimenti proposti dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico e dal suo supporto, relativamente all’eventuale rescissione in danno dell’incarico ai tecnici progettisti e direttori dei lavori incaricati per l’intervento di miglioramento sismico della Palestra Comunale, per responsabilità ed inadempienze tecniche, tra cui figura il cognato della stessa Consigliera Anna Cianni (vicenda tra l’altro su cui informerò meglio i cittadini e la Procura della Repubblica). È del tutto evidente, quindi, che le sue dimissioni sono un tentativo vergognoso e spregiudicato di “ricatto etico e morale” nei miei confronti e nei confronti dell’Amministrazione Comunale, che non si è piegata e mai si piegherà agli interessi personalistici di chi, come è noto, in questi anni, si è dedicata all’Amministrazione Comunale solo per tutelare i propri interessi e quelli della sua famiglia, dalle assurde pretese di limitazione del mercato settimanale e della frutta, alla gestione della mensa scolastica e quant’altro, su cui avrò modo di approfondire. Così come è del tutto evidente e sbalorditivo il fatto che, con questo atto irresponsabile, la consigliera Anna Cianni sia diventata, di fatto, la principale responsabile di un ostruzionismo teso a limitare la riforma e la riorganizzazione degli uffici ed in primis dell’ufficio tecnico, avviata con convinzione da me e dall’Amministrazione Comunale negli ultimi mesi. Devo riconoscere, ancora una volta, che la gente di Sant’Agata è sempre lungimirante, anche nel giudizio e nelle considerazioni personali sugli amministratori, in quanto il giudizio notoriamente diffuso sulla Consigliera Anna Cianni è stato confermato dagli ultimi atti. Un saggio direbbe “niente per niente”, e avrebbe ragione…ma è un’altra storia di cui parleremo con più calma e senza fretta.

La terza considerazione riguarda il tempismo e la mancanza di sensibilità istituzionale dimostrata da parte di tutti i consiglieri dimissionari, che non hanno avuto il rispetto e l’accortezza di aspettare la celebrazione prevista questa mattina, compresa la cerimonia di saluto per l’onorato servizio al Comandante dei Vigili Andrea Currà. Così come hanno dimostrato poco senso di responsabilità nei confronti di una manifestazione importante come la Sagra della Castagna che sarà celebrata, con l’impegno di tanti volontari disinteressati – e che ringrazio – nei prossimi giorni. 

Ultima considerazione riguarda me personalmente. Al di là del naturale rammarico, sono rimasto sbalordito dai messaggi di stima e di vicinanza che sto ricevendo in queste ore e che mi invitano ad una profonda riflessione. Al di là degli sciacalli, sono contento e onorato dell’affetto della mia famiglia, della mia gente, del mio popolo e dei miei amici che non ho mai abbandonato e, soprattutto, non ho mai tradito, nonostante in questi ultimi anni mi sia diviso – con senso di sacrificio e responsabilità – tra comune e lavoro”. 

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