Con il cappello in mano: ecco l’ennesima puntata della Spy Story belvederese, tra regie occulte e attacchi al server

E così abbiamo scoperto che in questi ultimi giorni l’ufficio tributi di Belvedere è stato messo sotto attacco da cervelloni informatici che senza alcuna remora hanno messo a soqquadro conti e conticini, tributi e evasori. E chi sperava in qualche aumento dei tributi: può dormire sonni tranquilli. Non solo bisognerà mettere a posto i computer attaccati e distrutti, ma come ha detto il primo cittadino saranno pochi gli aumenti, perché, comunque, le tariffe sono già al massimo. Ovviamente aumenterà l’imposta di soggiorno, perché altrimenti dove andrà a prendere i soldi per le manifestazioni l’assessorato al turismo visto che le casse sono bloccate dal dissesto.

Dal viaggio romano il primo cittadino con alcuni funzionari, è tornato con il potere di licenziare chi non si adegua e non rispetta gli ordini: per ben tre volte i diligenti dipendenti potranno fare la voce grossa. Alla quarta se ne andranno a casa. Ma poco ci ha informato sul dissesto: se il bussare cassa con ha dato i suoi frutti.

La casa comunale, in meno di 8 mesi, è diventata teatro di un film giallo, una spy story dove si intravedono “regie occulte” e professionisti di hardware e software, “stranezze” in attesa di una sentenza del tribunale ed altre “eccezionalità” del momento. Non siamo certamente contenti che il sindaco, viste le ristrettezze economiche dell’ente, utilizzi proprie risorse per spostamenti istituzionali. Non è giusto né per lui né per il ruolo che rappresenta. E poi andare con il cappello in mano al Ministero degli interni e alla Prefettura non ci pare una situazione all’altezza di un paese decoroso come Belvedere. Ciò che il sindaco (o il suo “uomo ombra”) ha evidenziato non è altro che (stra)ordinaria amministrazione in un paese preso da cento, mille problemi.

Nella sua nota stampa dove parla in terza persona e poi firma il documento, non ci ha spiegato dei 2000 euro per la (impossibile realizzazione) della pista ciclabile, nulla sulle motivazioni dei 3000 euro dati all’associazione “Centro storico” che tanto bene fa al paese (e chi ha scritto diversamente…). Non ci ha spiegato nemmeno perché, prima di andare in procura, non ha attaccato la spina alle telecamere.

Ci auguriamo che le forze dell’ordine facciano chiarezza sulla “Spy story”, su regie occulte e affini, e assicurare l’autore alla giustizia. Non vorrei svegliarmi domani con il triplo di tributi da pagare. A proposito: l’aver divulgato tale notizia, ovvero l’attacco al server dell’ufficio tributi, è una palese violazione della privacy e che comporterà una serie di ricorsi ad ogni cartella emessa. Chi mi assicurerà che i dati non sono stati compromessi e ovviamente manomessi? Il sindaco (o il suo uomo ombra) è disposto a spiegare?

Antonello Troya

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: