Le notizie regionali del 22 giugno

Sono sei i nuovi casi di positività al coronavirus accertati nelle ultime 24 ore in Calabria, un dato che porta il totale delle persone contagiate dall’inizio dell’epidemia a 1.173. A riferirlo è il bollettino della Regione In Calabria. Stabile il numero dei decessi: 97. Quattro dei sei soggetti positivi di oggi sono correlati con il focolaio di Palmi; gli altri due sono provenienti dall’Arabia Saudita. Ad oggi sono stati effettuati 85.884 tamponi con 84.771 test risultati negativi.

Un provvedimento di divieto di avvicinamento all’ex compagna è stato emesso nei confronti di un dirigente medico dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza con precedenti di polizia per episodi avvenuti nell’ospedale di Cetraro e negli uffici dell’Asp a Cosenza. La misura, disposta dal Gip del Tribunale di Cosenza su richiesta della Procura, è stata eseguita dai carabinieri di Mendicino. Il provvedimento è scaturito a seguito di una denuncia/querela presentata dalla donna che aveva avuto una breve relazione sentimentale con il professionista, per violenza e maltrattamenti subiti alla presenza della loro figlioletta di pochi mesi.

Sono risultati tutti negativi i tamponi eseguiti per le persone che a Nicotera, la cittadina dove risiede e a Pizzo, dove insegna all’Istituto nautico, sono entrate in contatto con il docente di 65 anni risultato positivo al coronavirus. Gli esiti dei test effettuati ieri sono stati resi noti nel tardo pomeriggio dal sindaco di Nicotera Giuseppe Marasco e dal preside dell’Istituto scolastico di Pizzo Francesco Vinci. L’effettuazione dei tamponi si era resa necessaria dopo l’accertata positività del docente inizialmente designato come componente di una delle commissioni di esame dell’Istituto e poi sostituito senza avere avuto modo di entrare contatto con i maturandi.

Tornano tesi i rapporti tra la Fondazione Cuore immacolato di Maria Rifugio delle Anime, ispirata dalla mistica di Paravati Natuzza Evolo, e la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, guidata dal vescovo Luigi Renzo. Alla base dei nuovi contrasti c’è la recita di un Rosario che avrebbe dovuto essere trasmesso in streaming dalla Fondazione ma che è stato bloccato dal presule. A rendere pubblica la vicenda è stato un comunicato apparso sul sito della Fondazione nel quale i responsabili, dopo avere precisato che “in ottemperanza alle disposizioni civili e religiose, nei giorni scorsi vi avevamo invitato per oggi alla recita del SS. Rosario in diretta streaming sulla pagina Facebook Con Natuzza pietre vive della Chiesa” hanno precisato che il vescovo mons.Luigi Renzo, “con decreto notificatoci con urgenza, ha vietato tale atto di pietà popolare e preghiera ricordando che sono vietati gli assembramenti”. A dare fuoco alle polveri della polemica, però, non è stato l”elemento del divieto di assembramento, inesistente in caso di collegamento in streaming, quanto il divieto per la Fondazione “di organizzare pubbliche attività di ‘religione e culto’ di qualsiasi natura, dentro e fuori la propria sede, di utilizzare per qualsiasi attività di pastorale e culto pubblico la chiesa del ‘Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime’ non ancora consacrata”. 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: