Sanità. L’integralismo (tardivo) di Aieta e Vetere, mentre De Caprio scopre che esiste un ospedale a Praia

Io sono certo che quando Peppe Scopelliti e gli “Scopelliti boys”, giocavano a fare i signori del mondo della sanità seguiti a ruota da quell’inguaribile romantico di Mario Oliverio, Antonio De Caprio giocava alla Play station, vista e considerata la sua giovane età. Eppure ieri mattina era là, a Praia, a suggellare con la sua presenza l’avvio dell’inutile risonanza magnetica. Nata già vecchia come Cotticelli e tutti i filistei annessi e connessi. Come lui tanti altri che dell’ospedale di Praia a Mare ne hanno sentito solo parlare dal barbiere o sui social, visto che nemmeno leggono i giornali. Peppe Scopelliti da Reggio Calabria, governatore “pro tempore” aveva deciso che Praia a Mare, così come altre strutture, dovesse essere depotenziata e quindi trasformata in quel qualcosa che “mai divenne e mai fu”. Perché a pensarci bene oltre che passata alla storia per il lavaggio delle seppie nelle cucine del plesso, dell’ospedale di Praia a Mare se n’è parlato sempre meno, con tanta gioia di medici, infermieri e personale amministrativo, che per quanto ci mettano la buona volontà alla fine importa  che lo stipendiuccio arrivi a casa. A poco è servito, dal mio modesto punto di vista, che Giuseppe Aieta e Ugo Vetere, si mostrassero “geneticamente modificati” accogliendo l’improvvisa folgorazione sulla “via di Damasco” (leggi s.s.18) e si mostrassero reticenti a prendere parte alla inaugurazione della inutile (ripeto) risonanza magnetica. Mi pare di ricordarli presenti nei cortei dove la statua del Santo somigliava tanto a Maruzzo da San Giovanni in fiore, santo “scarlatto” del Pd. Forse sarebbe stato meglio abiurare (si proprio questo termine) le nefandezze cui tutti i politici (nessuno escluso) si sono resi protagonisti e complici. E naturalmente responsabili. E adesso torno a De Caprio. All’Antonio da Orsomarso, super potente braccio destro della Jole regionale, propongo che la commissione da lui presieduta si occupi “un tantino” della sanità in Calabria. Dei danni fatti dalle passate amministrazioni e di inviare il tutto alla corte dei conti e alla procura antimafia. E allora altro che risonanza magnetica…

Antonello Troya

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: