Belvedere: il ‘Covid hotel’, tra politica e imprenditoria

La verità è che la creazione di un centro covid a Belvedere gode di due facce di una stessa medaglia: da una parte la popolazione che non vede certamente di buon occhio malati di coronavirus nel centro storico del paese dove l’età media si aggira attorno ai 60, 70 anni, per non dire anche qualche decennio in più. Dall’altra il piano di un giovane imprenditore che ha deciso di investire in una struttura appena acquistata e messa in regola, con tanto di servizi annessi (e soldi spesi), per una ipotetica e futura convenzione con grossi istituti nazionali di interventistica infantile. Si tratta di Maurizio Arci (nella foto), nome non certamente nuovo nel campo sanitario, per aver dedicato gran parte della sua attività in interventi imprenditoriali nel settore, affermandosi e rimediando spesso alle lacune pubbliche.

Allora da che parte tifare? Sostenere la tesi che è meglio non avere persone malate di covid-19 in giro e quindi continuare a sperare in pochi contagiati, oppure godere dei benefici, economici e lavorativi, che un Covid hotel potrebbe dare al paese? Ma il gioco delle parti si sposta sulla tenuta politica della maggioranza che governa il paese: Maurizio Arci oltre a essere un bravo imprenditore è anche cognato dell’ex amministratore Pasquale Filicetti che ha fortemente sostenuto l’elezione di Cascini a sindaco, caldeggiando anche la presenza della nipote in lista, diventata poi assessore, Mariarosa Scavella. Il sindaco Vincenzo Cascini si trova quindi di fronte ad una decisione: autorizzare il Covid Hotel o negarla? Anche perché il tempo a disposizione è decisamente poco. Lunedì ci sarà il sopralluogo. Vincerà la linea imprenditoriale dei “potenti” Filicetti o quella politica della popolazione? E poi a ben pensarci l’ex amministratore, checche ne dica di non essere interessato ad un futuro politico, vestirebbe volentieri i panni di primo cittadino. Vedremo.

Antonello Troya

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: