Le cliniche private e la “cartolarizzazione’ dei crediti. Il sindaco di Belvedere (e azionista della Casa di cura) Vincenzo Cascini finisce sui media nazionali

La notizia era stata sollevata già da tempo dal consigliere regionale Carlo Guccione. Quella della “cartolarizzazione dei crediti” delle cliniche private calabresi. L’aveva riportata il network calabrese, LaCNews24 già ad agosto e nei giorni scorsi a tutta pagina anche il “Fatto Quotidiano”. Tanto che non è passata inosservata anche a livello nazionale, tanto che ieri “Titolo V” l’approfondimento della Rai, le ha dedicato un ampio spazio.

Come funziona: l’Asp non paga le fatture, o meglio le paga ma con notevole ritardo. Le aziende delle cliniche private cedono i propri crediti a finanziarie che li paga in contanti. Queste società, poi, provvedono a richiedere il saldo all’ente pubblico. Solo che i soldi che le cliniche private riescono a vedersi accreditare sono all’incirca la metà di quanto previsto nelle fatture emesse all’Asp. A perdere? Quando paga o Stato nessuno ci perde. Tra bond, interessi legali e gonfiamenti vari le fatture arrivano a cifre decisamene superiori.

Le Società-veicolo che “comprano” questi crediti sono chiamate Spv (special purposevehicles) e fanno capo quasi tutte a Milano. Crediti che spesso si trasformano in bond, obbligazioni che promettono anche un buon rendimento, circa il 5,5 % annuo. Insomma un business nel business. Ora arriva il nuovo commissario alla sanità e queste magagne cominciano a vedere la luce. Qualcosa di illegale? Non si sa ancora, ma è certo che la dirigente dell’Asp Cosentina avrebbe portato le carte in procura. Il sindaco di Belvedere, Vincenzo Cascini è stato tirato in ballo per ben due volte: una prima da “Fatto Quotidiano” mercoledì scorso e ieri da “Titolo V” su RaiTre. Come già titolare della Casa di cura privata che porta il suo nome, ha spiegato ai giornalisti come funziona il procedimento della “cartolarizzazione” dei crediti. La Casa di cura belvederese ha ceduto crediti per circa 4 milioni di euro. “Noi abbiamo perso quote enormi di questi soldi – ha detto Cascini all’inviato di “Titolo V” – Mandiamo la fattura all’Asp che la autorizza e la vidima. Noi la cediamo alla società, che a sua volta anticipa la quota e poi aspetta che l’Asp la paghi”. Sono quasi tutte le strutture private in Calabria che utilizzano questo metodo. Resta da vedere che fine fanno queste fatture e come sono state saldate.

Antonello Troya

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