Diamante: giù le mani dal Parthenius. Il potere di Magorno e l’ingenuità di Morrone

Il sindaco senatore ha provveduto nel giro di pochi minuti a far sapere all’opinione pubblica che la società che fa capo al consigliere regionale Luca Morrone, la “San Bartolo” ha ritirato la disponibilità dell’hotel di proprietà di famiglia alla trasformazione in Covid Hotel. Si insomma: meglio stare tranquilli quando il sindaco ti si mette di traverso. Ma qui stiamo parlando del Parthenius. Mica di un due stelle. Stiamo parlando di storia di Diamante. Mentre l’Italia godeva del boom dell’industria e del turismo Diamante era veramente la “Perla del Tirreno”. A Diamante si godeva della meglio gioventù, delle feste lussuose e degli arrivi di personaggi che all’epoca facevano notizia. Altro che centro covid. Quando Diamante era sui rotocalchi rosa, e Pippo Baudo che presentava Miss Italia, o con le bellezze come Brigitte Bardot e Gina Lollobrigida. Ecco in questo periodo storico il Parthenius godeva di quella notorietà fatta di Bellini e champagne, di poker e sigari. E non mancavano gli scoop rosa dei giornali che indicavano Diamante alla pari di Capri e Costa Smeralda. Tutto ciò grazie all’intuizione e alla perseveranza di chi aveva capito il gioco già trent’anni prima, il sindaco Evasio Pascale poi ripreso da Ernesto Caselli, che tra un sorriso e una pacca sulla spalla aveva riportato in auge non solo Diamante, ma tutta la costa tirrenica. Ernesto Magorno adesso ci riprova. Ma chi mai avrebbe immaginato che il Parthenius (patrimonio del paese) potesse diventare Centro Covid. Solo Morrone e la sua famiglia. Magorno ha provveduto nel giro di due minuti a mettere fuori gioco la “San Bartolo” e tutti i filistei. E poi, avrà pensato Morrone, perché mettermi contro un papabile alla presidenza della Regione Calabria?

Antonello Troya

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