Il consenso che (non) c’è e lo scivolone di De Caprio

Mi piace il presidente antimafia, Antonio de Caprio. Si fa stimare per i modi, per il garbo che lo contraddistingue. Nessuno avrebbe scommesso di vederlo consigliere regionale con Forza Italia. E poi anche su una poltrona che scotta. Mai avrei pensato una sua scesa in campo sui social, per spiegare, ai grandi e ai piccini (politici) cosa era successo in tema di Covid, terapie intensive e sub intensive.

Ma la verità è che al bravo imprenditore già sindaco di Orsomarso l’hanno tirato per la giacca, in nome di quell’ordine di scuderia che fa capo alla longa manus di Forza Italia sul territorio tirrenico cosentino. Anche perché, è opportuno segnalarlo, si deve solo e solo a De Caprio se è arrivata quella nota esplicativa sulla conferma che la terapia intensiva non si sarebbe mossa da Cetraro e a disposizione di tutti i pazienti a rischio, non solo Covid.

Salvati “capra e cavoli” l’occasione era ghiotta per il consigliere regionale per parlare anche della subintensiva. Nel video pubblicato sui social non solo gongola per la lettera scritta dal pluripotenziale Antonio Belcastro ma fa intendere che se volete la subintensiva, dovete fare le cose in regola. E non basterà stavolta una nota esplicativa di Belcastro (ne fa quante ne vuole, tanto la questione non dipende dal suo settore), per far capire che le cose vanno fatte. E sul serio. Ma De Caprio dimentica che tra pochi mesi si vota. Scivola proprio sul consenso elettorale che una mossa del genere potrebbe portare ai candidati in pectore del collegio. Portare l’acqua al mulino degli altri non va proprio bene. Specie di questi tempi.

Antonello Troya

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